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17.9.13

Altri due haiku

Il tuo bacio
da foglia tentennante,
è un'eco eterna.





La stella bassa è
un impianto industriale.
L'uva è acerba

16.9.13

Due haiku.

Una vecchia linfa,
sta rinnovando ora
i miei steli rossi.





Un uomo di quelli
che non sanno voltarsi
-Lucciole nuove

7.8.13

L'onironauta, il mio romanzo!

Ho impiegato poco, a regola, a decidermi di pubblicarlo... Praticamente un anno... Eppure mi son detto "perchè continuare a fargli prendere la polvere nel cassetto?" metaforicamente parlando perchè in realtà era nell'hard disk del PC. Quindi eccolo qua. Il mio romanzo. Primo, forse unico perchè non so se mai avrò voglia di passare di nuovo attraverso la fatica immane che mi è costato. Eppure esiste. C'è. E mi sorprendo ancora di essere riuscito a farlo. Quattrocento pagine, mica cazzi. E in quelle quattrocento pagine c'è un omogeneizzato della mia vita. Rileggendolo mi rendo conto che nulla (a parte un paio di riferimenti) è direttamente auto-bibliografico eppure tutto lo è. Completamente intriso di me. Praticamente un figlio. Non sto dicendo nulla di nuovo, è il campionario retorico e un po' banale di un uomo con aspirazioni letterarie, quindi lasciate che vi dica due parole di presentazione che forse è meglio lasciar parlare il testo...

20.4.12

Lost in translation


ATTENZIONE: post ad alto tasso di seghe mentali. Dato che avete milioni di cose migliori da fare che leggere questo, potete tranquillamente chiudere la pagina, tanto se siete arrivati fino a qua (grazie) il contatore di visualizzazioni è già scattato e il mio ego è già gratificato (basta poco per farmi contento).

30.3.12

Errata corrige... A proposito di Einstein.

Con sgomento e meraviglia ho scoperto che quanto ho scritto ne "Il sogno di Leo" fa riferimento a qualcosa di storicamente falso... Nel sogno infatti Einstein si rivolge con rabbia al buon Schroedinger e al suo "gatto" considerandolo padre di quei fisici quantistici che tanto ha osteggiato ("Dio non gioca a dadi con l'universo" questo almeno è vero... : P e suscitò la risposta di Bohr "Einstein deve smettere di dire a Dio cosa fare o non fare" ). In realtà i due, nonostante avessero contribuito in modo significativo alla nascita della fisica quantistica, si trovarono ad osteggiarla perché implicava una visione indeterministica/probabilistica dell'universo, e il paradosso del gatto di Schroedinger fu proprio creato per cercare di confutare il principio fondamentale della meccanica quantistica, il principio di indeterminazione di Heisenberg, e riproponeva in modo più "ironico" una stessa argomentazione che Einstein aveva fatto prendendo ad esempio la polvere da sparo. I due quindi non potevano essere più d'accordo di così. Questo mi ha causato lo sgomento cui accennavo all'inizio. La meraviglia invece nasce dal fatto che se io non avessi scritto questo sogno parlando di queste cose non avrei nemmeno scoperto la fallacia nelle mie convinzioni... Dopo aver scritto del sogno infatti in biblioteca mi sono imbattuto in un bel volume dal titolo "Einstein - La sua vita, il suo universo" che non ho resistito a prendere in prestito proprio perché ancora lo spettinato più famoso della storia mi ronzava in testa. Ed è stato proprio in questo volume che ho ritrovato le informazioni che vi ho appena scritto. Si potrebbe dire "e 'sti cazzi?". Già. A me la cosa ha fatto un certo effetto e credo ci sia una qualche implicazione esistenzial/filosofica che mi sfugge. Fra l'altro, la vicenda ha innescato due percorsi mentali piuttosto differenti che hanno generato due idee che forse un giorno potrete leggere o vedere... ; )

27.3.12

Il momento del dubbio...

Non mi sto riferendo al dubbio riguardante la qualità della roba scritta (per la serie "sono il nuovo Calvino o sono un poveraccio?"), quello è sempre presente ed è un compagno anche utile in certi casi (soprattutto quando ci si risponde "sono un poveraccio" con buona pace del proprio ego). Il dubbio che da qualche giorno mi attanaglia (potete dedurre che il "momento" del titolo sia appena un po' lungo) è se i fatti raccontati nel post "un nuovo incipit" (se non l'avete letto cliccate qui, questo l'ho inserito solo per fare un po' di pratica con i link) debbano essere riscritti a ruoli invertiti. Ovvero con  Leo che organizza la sorpresa della cena al buio per Irene. Perché farsi simili seghe mentali? Il dubbio è che Leo, che sarà il protagonista della storia, emerga dalla scena un po' passivo... Tutto quello che fa, in sostanza, è lamentarsi e mostrarsi impacciato. Insomma tutt'altro che accattivante. Sicuramente se fosse lui l'organizzatore del lieto evento apparirebbe più attivo e più caratterizzato: sarebbe un giovane uomo che per la propria donna pensa e organizza cose simili... E qui sta l'altro termine del dubbio. Non so perché ma mi suona strano. Detto in altri termini, se per il mio compleanno la mia amata mi combinasse questo scherzetto ne sarei piacevolmente divertito e anche lusingato, se invece l'idea fosse mia mi sentirei scemo e penserei che a lei non piacerebbe. A questo punto mi si potrebbe suggerire che forse il problema sono io. Probabile. Qualcuno diceva che bisogna scrivere di ciò che si conosce ma è anche vero che scrivendo (ci) si conosce.

26.3.12

"Nel mio mestiere o arte scontrosa"

Non c'è nulla da fare. Ci sono giornate in cui le parole vengono e ti senti ispirato, magari ti capita di pensare di aver scritto "quel ramo del lago di como che volge a mezzogiorno..." e quando rileggi noti che invece tutto quello che hai prodotto è "oggi c'è il sole perchè c'è molto bello", però questo è normale, fa parte della dialettica fra ideale e reale. Se tutto fosse facile sin dalla prima scrittura sarebbe persino noioso. Poi ci sono giornate, come per me oggi, in cui le parole scioperano e tutto quello che riesci a pensare è: "Uhm... Aaaahm... Ghhhh... Patata!" (il che non è come pensare ALLA patata... If you know what I mean...). Allora non rimane che spegnere il PC (o tenerlo acceso per fare altro).